A proposito dell’aa 2019/2020, Taiji a Torino e non solo!

Buongiorno a tutti!

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il nostro nuovo probabile logo…

anche quest’anno, come gli scorsi, con l’arrivo di Ottobre coincide con l’inzio delle attività associative.

Innanzi tutto, per presentarci, chiacchierare e praticare un po’ ci troveremo, grazie al Centro Interculturale della Città di Torino, in Via Roma a Portici di Carta il 5 e 6 Ottobre 2019 circa dalle ore 10 alle ore 19.  Avremo un gazebo, un po’ di spazio e molto tempo: passate a trovarci!

I corsi settimanali si terrano come al solito al Centro Interculturale in C.so Taranto 160, Torino, da lunedì 7 Ottobre dalle 18.00 alle 20.00  e da mercoledì 9 ottobre dalle 18.00 alle 20.00 e finiranno a metà Giugno.

Il lunedì ci concentreremo sulla parte morbida del Taiji, condivisa con il Qi Gong, studiando le prima 3 parti della forme affiancate da esercizi di rilassamente e a coppie, con la finalità di rilassarci, introdurci alle dinamiche prorpie del Taiji e ai suoi elementi fondanti.

Il mercoledì lo studio si farà più approfondito, mescolando Taiji, XingYi e BaGua, praticando tutta la forma della Vera Sintesi/Ortodossa, esercizi di coppia e dei principi di YiQuan. Il corso è prevalentemente rivolto a chi ha già praticato o questo o un altro stile di arte marziale interna.

Il prossimo inzio anno, nel 2020, avremo a Torino nuovamente il Maestro Paolo Magagnato per un seminario giornalieroi cui contenuti e la data sonoa ncora da definirsi. A arte questo, vi ricordo che il Maestro tiene tutto l’anno corsi di formazione a Sesto San Giovanni (milano), qui il calendario. E non dimentica a Maggio 2020 direttamente da Taiwan i Gran Maestri Wang Fu Lai e Huang Suchun!

Vi proprongo inoltre un’attività sullo sviluppo e la consapevolezza della voce, Psicobiorisonanza, tenuto dalla Maestra Francesca Romano a Milano. La lezione di presentazione si terrà a Milano il 12 Ottobre ore 11.30-13.00, su partecipa prenotando, anche qui, scrivetemi in maniera tale da avere informazioni ulteriori o la riserva del posto.

In ultimo, ma non per un ultimo, vi ricordo che ci troviamo, irregolarmente per praticare meditazione Shingon, per questa attività, contattatemi in privato, costruiamo gli incontri a seonda delle necessità dei praticanti.

Sarà un anno ricco di stimoli, di pratiche e di gioia, vi aspetto tutti, nel frattempo vi abbraccio virtualmente.

Lorenzo

Quaderno del cammino

Cammino di San Francesco Rimini – La Verna

INDICE

Giorno 0, Rimini

Giorno 1, Rimini – Villa Verucchio

Giorno 2, Villa Verucchio – Palazzo Serre

Giorno 3, Palazzo Serre – Novafeltria

Giorno 4, Novafeltria – Sant’Agata Feltria

Giorno 5, Sant’Agata Feltria – Balze di Verghereto

Giorno 6, Balze di Verghereto – Sorgenti del Tevere – Montecoronaro

Giorno 7, Montecoronaro – La Verna

Giorno 8, La Verna

Epilogo

Note

 

25 Aprile 2019 – 4 Maggio 2019, Lorenzo Torriani e Sara Lovera

Yoshimoto su educazione, solitudine e felicità

Loro vivevano nella felicità. Erano state educate, forse da genitori affettuosi, a non oltrepassare i limiti di quella felicità, a qualunque cosa si applicassero. Cosí non conoscevano veramente la gioia. Non si può scegliere fra queste forme di vita. Ogniuno vive solo come sa. Felicità é anche non accorgersi che in realtà si é soli. Non é mica una cosa da disprezzare. Si mettono il grembiule, ridono giulive, imparano a cucinare, si innamorano mettendocela tutta, magari anche con qualche lacrima e ansia, e infine si sposano. Una vita cosí non mi dispiacerebbe. È facile, é bella, io invece, quando sono stanca di tuttto, quando ho i brufoli, quando di notte avverto la solitudine e telefono agli amici e nessuno risponde, odio la mia nascita, la mia educazione, la mia stessa vita. Sono scontenta di tutto.

Kitchen, Banana Yoshimoto, Feltrinelli, p. 57

<- D.H.Salinger sull’amare

Solo chi ha destino rovina ->

D. H. Salinger sull’amare

[…] Loro non vogliono bene a me [e a mia sorella] allo stesso modo. Voglio dire che non sono capaci di volerci bene cosí come siamo. Non sono capaci di volerci bene se non possono sempre cambiarci un poco. Amano le ragioni per le quali ci amano quasi quanto ci amano, e quasi sempre di piú. È una cosa che non va bene.

D.H. Salinger, Teddy in Nove racconti, 2014 einaudi, p 219

Yohimoto su educazione, solitudine e felicità ->

Chiusa di Pesio, 21 Giugno 2019, solstizio d’estate

Festa della fertilità.

Fuochi nella notte di San Giovanni

Festa della luce.

In Senso orario, secondo i punti cardinali, secondo le stagioni, secondo il tempo.

Il fuoco brucia.

Dopo il sole del giorno.

E poi tutti si danza.

Anche la cenere, a spirali, s’innalza.

Lontano dal fuoco si rigenerano il buio e la foresta.

Tutto attorno si prepara la notte più corta mentre affievolisce il canto.

E in ultimo, per gioco, ciascuno come vuole, si riposa.

Note al Cammino Rimini – La Verna

CAMMINO IN GENERALE

Il cammino si muove lungo tutta la sua prima parte su strade sterrate facilmente percorribili, salvo brutto tempo, in particolare nel passaggio fra San Leo e Maiolo, crinale argilloso che in caso di pioggia tende a trasformarsi un uno scivolo. Successivamente fino a La Verna, le tappe si fanno montane, tra strade bianche e sentieri ma ben segnati e facilmente percorribili. Si consiglia di portare acqua, non sempre vi è la possibilità di rifornirsi. L’ospitalità è stata indescrivibilmente ottima ovunque, tutti sono stati disponibili e hanno fatto il possibile per rendere il nostro soggiorno bello e piacevole, se proprio dovessi scegliere qualcosa di particolare da non perdere, vi consiglierei il Monastero delle Clarisse, Vespri e Mattutini, e un pranzo o una cena tanto a Palazzo Serre quanto qui a Balze di Verghereto.

Buon Cammino!

VIAGGIO STANDARD E MODIFICHE

Il percorso originario è stato studiato e preparato dall’ass. Umana Dimora di Rimini, in particolar modo trovate il percorso, i tempi di percorrenza e le mappe qui.

Il percorso originario prevede 5 tappe , qui opportunamente presentate e descritte.

Per diverse ragioni, sia di salute che di desiderio di un cammino lento e attento, noi abbiamo deciso di prolungare il viaggio suddividendo le tappe in maniera meno faticosa fino ad arrivare a 7gg. Fondamentale è stato l’apporto dell’associazione nella persona di Marco, che ha perfettamente compreso le nostre esigenze, ci ha aiutato a riscrivere una parte del percorso, stabilire le nuove tappe, allietato con saluti e consigli durante il cammino e permesso contatti con persone che poi ci avrebbero accolto.

MATERIALI E STRUMENTI

Tutti i testi, tranne dove diversamente specificato, sono di Lorenzo Torriani, rilasciati in cc – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Tutte le fotografie sono state scattate con mobile Huawei p10 lite e, tranne dove diversamente specificato, sono di Lorenzo Torriani, rilasciate in cc – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

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<- Epilogo

Giorno 0 – Rimini ->

Epilogo

[5/6/7/8 Maggio 2019]

A volte un arrivo, una partenza e un ritorno coincidono con elegante simmetria, il tempo che li ha separati pare non essere mai esistito, dissolto in un’unica presenza sincrona.

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civiltà uno

Poi, i pensieri cominciano a riaccadere, sembrano roba d’altri, appaiono brancolando come fantasmi: navigano nella mente senza chiedere permesso, oltre ogni capacità di impedimento; assorbono forza, energia vitale ed intenti ipnotizzandoci in desideri, ragionamenti che fino a pochi passi prima non esistevano, non pensavamo, non desideravamo. Arrivano così, ondeggiando tra una parola e l’altra tanto da non poterli crederli miei, mi attraversano da fuori, come se vivessero una vita propria, ombre nella notte, mantelli a ricoprire fuochi fatui.

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civiltà due

La vita di casa è ancora qui, mi aspetta come un vestito aggiuntivo, io stesso l’ho disegnato, cucito e tagliato, ma senza riuscire a prendermi bene le misure – mi muovevo continuamente. Mi si adatta si, ma non del tutto: è un modello sempre vecchio, appena lo raggiungo e mi ci infilo sento ogni rattoppo bruciare, da ogni strappo entrare aria gelida. Nonostante questo mi copre, mi riscalda e mi rassicura, adattandosi nuovamente alla mia pelle, senza scampo.

Più passa il tempo, più il vestito si fa sformato, le sue falde creano increspature e vuoti intollerabili. O sarò io a trasformarmi fino a rassomigliargli, oppure sarà lui a logorarsi, fino a essere buttato.

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Stanotte ho sognato.

Camminiamo per questi castelli, cunicoli, parchi e selve, cercando uscite labirintiche, tra massi, poggi, fra una torre e l’altra, fra un giardino, un campo e un altro giardino. Passiamo tra lunghi corridoi di pietra, come se tutto fosse collegato – castelli, torri, alberi, foglie – e dormiamo in strane ma accoglienti stanze, torrette semicircolari, su letti di sasso, diramazioni naturali dei muri in pietra viva che proseguono al centro della stanza, levigati dall’acqua, comodi, affatto duri, di colori tenui, terre colorate rosa, gialle, mattone, contornate da semplici linee decorative.

Dormiamo la notte e la mattina ci svegliamo, continuando a camminare.

Continuiamo per – non ricordo – uno o tre giorni questo pellegrinare, fino a trovare degli amici, rendendoci conto solo in quel momento di aver compiuto un periplo, di aver chiuso un cerchio tra i castelli e le torri che abbiamo toccato.

L’ultimo luogo è un enorme cortile tra lontani muri, un arrivo dove arriviamo tutti, come corridori. In fondo un palco dove premiano gli appunti migliori del proprio viaggio, a cui sono stato invitato, senza che questo mi gioisca.

Ho delle remore a lasciare quello che sto scrivendo- sarà, forse non ho fiducia – osservo il palco, mentre le persone si diradano raggiungendolo – non so più che fine abbia fatto ciò che ho scritto – scorgo un sentiero alla mia sinistra, va nella boscaglia, mi giro e a gran passi, lo prendo.

Nel dormiveglia si incidono delle parole nella mente, le lavo, le modello e le limo, per poterle ricordare, o scrivere al mio risveglio.

Al momento ancora non hanno trovato la strada per uscire.

Evidentemente non mi sono ancora svegliato.

<¬ Giorno 8, La Verna