Floating Piers

Se aspettare è parte dell’opera, allora tutta italia, in particolare le poste, saranno presto un evento mondiale in sè.

Partendo dalle ore di coda per l’iphone, arenandoci sullo scoglio expo, che è stata valutata per il numero di ore di coda per entrare in un padiglione, e non per quello che c’era dentro il padiglione, (questi a breve potrebbero essere venduti a peso d’oro come il muro di Alda Merini) siamo passati dal dare importanza contenuto di un opera, per poi interessarci al contenitore per dedicarci, infine, alla coda alla cassa per compralo. Non male come (a)scesa dell’arte.

Io direi piuttosto che l’organizzazione di un evento del genere, seppure in una valle bella ma non semplice da gestire dal punto di vista dei mezzi pubblici (c’è un treno solo praticamente monorotaia lungo buona parte della tratta), andrebbe pianificato con più cura.

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Stazione di Brescia, Domenica 19 Giugno ore 9.39

E lo dico perché domenica mattina alle 8.20, quando sono arrivato in stazione a Brescia, il prefetto aveva già chiuso tutta la tratta dei treni e dei bus e in parte alle auto, col risultato che potete vedere qui di fianco in stazione: nessuno a curare le fila, capotreni (giustamente) disperati, informazioni nulle (e aggiungo saltatori di file professionisti, anche tedeschi, giusto per smentire un luogo comune). Non sono un esperto, ma non credo che la normale prassi amministrativa di un evento internazionale preveda di chiuderlo per ragioni di sicurezza dopo meno di 24 ore dall’apertura senza darne tempestiva comunicazione, neanche via web.

Aggiungo che non è possibile che tutto il traffico locale venga congestionato, anche quello non direttamente implicato con l’evento e che tutte le persone che ci finiscano in mezzo non abbiamo sostanzialmente nessuna informazione, indipendentemente dal perché si trovano li: bloccato anche chi andava a casa o al lavoro.

Se son previste 60000 persone al giorno su una tratta che ne porta al massimo un terzo uno sforzo in più si poteva anche fare, che so, un ambulanza, due poliziotti, delle transenne, dell’acqua. Questo prima, non aumentare le tratte poi, come se prima non si potesse sapere nulla.

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Potenti mezzi Trenord

Ringraziamo comunque Trenord che con i suoi potenti mezzi ci ha dato le poche informazioni ricevute, ma la avvisiamo che almeno dagli anni 40 esistono delle cose a forma di parallepipedo o di cono che amplificano la voce, e che spesso sono già montate sui tetti delle stazioni, proprio per poter parlare con molte persone contemporaneamente.

Detto questo il lago è bello, la passerella forse un po’ baraccona lo è, ma è anche divertente e piacevole da passeggiare.

Tornate sul lago in altro momento e godetevi il piacere di un’isola senza auto, anche se non dovrete aspettare così tanto e dovrete fare così tanto artistiche code, il piacere sarà lo stesso intenso.

 

Schegge Taglienti in ebook!

Signori e signore, lei è, come si dice, tra le nostre migliori penne.

Fatevene una ragione mentre vi leggete questo ebook.

Dopo Fuga di Mauro Baldrati e Malevisione di Marilu Oliva, L’Era del Cazzaro è il terzo eBook gratuito della nostra collana camilliana. Mentre sceglievo e impaginavo i corsivi per questo best of della mia rubrica Schegge Taglienti, mi sono resa conto che nel sub-universo nel quale ci troviamo il tempo non scorre in modo cronologico, ma [via carmilaonline..com…]

 

Jun’ichiro Tanizachi, Libro d’ombra

Lasciamo da parte le pagine di elogio alla latrina e quelle dedicate al riflesso del lerciume sulle porcellane per cui è diventato famoso: ci troviamo di fronte alla risposta più educata e pacata all’elettrocivilizzazione europea che mi sia mai capitato di leggere.

Chi la subisce, la subisce in un modo subdolo, non militare come avviene grazie alla democrazia via bombe, ma attraverso accordi economici calati dall’alto, alleanze politiche internazionali e decisioni imperiali fosche, non potendone constatare direttamente la mano armata, ma più semplicemente verificandone la pericolosità per le proprie abitudini, la propria identità e più in generale, rendendosi conto che una forma particolare di biodiversità, quella culturale, si va perdendo: le caratteristiche peculiari si perdono a favore di un’uniformità che ne cancella le sfumature impiegando mezzi apparentemente “solo” tecnici.

Siamo di fronte ad un caso ante litteram di globalizzazione economica, quella di Tanizachi è la risposta, emotiva, intelligente e motivata, del risultato di questa pratica moderna sulla vita “tradizionale” di una coscienza sensibile e dotata di una maturità libro d'ombrasufficiente a comunicarci ironicamente che le sta succedendo intorno.

A proposito di coincidenze significative e sincronicità, vorrei condividere con voi questo tratto del libro, a pagina 89. Considerando che l’ho letto l’altra sera ad alta voce in cucina alla mia compagna – come tutto il resto del libro – e che stavamo ascoltando un concerto alla radio, sorseggiando del vino fatto da noi mentre impastavamo il pane con la pasta madre in una vecchia casa di Corso Moncalieri, mi son sentito pericolosamente in linea con le predizioni di Jun’ichiro  …

Anche per questo [la difficoltà di trovare buon cibo] sono sempre più numerosi i vecchi che abbandonano le metropoli, e si ritirano in provincia. Ma, ormai, le piccole città vogliono somigliare alle grandi, e ogni anno, nelle vie principali, cresce la fredda luce radiosa delle lampade elettriche.

Sostengono alcuni che, con l’introduzione dei mezzi di trasporto aerei e sotterranei, la quiete tornerà nella vita urbana. Io sono convinto che, quel giorno, si troveranno altri modi per torturare i vecchi. Rimarrà loro un unico piacere: chiudersi in casa, cucinarsi da soli qualche antico piatto, sorseggiare sake, ascoltare la radio.

p. 89, Jun’ichiro Tanizachi, Libro d’ombra, Bompiani