Taiji Quan e Qi Gong / corsi

[Pubblicato su Gruppo Sportivo Non Vedenti Milano]

TORNARE ALLE QUALITÀ NATURALI

Wuji2Taiji

Il sommo bene è come l’acqua:
l’acqua ben giova alle creature e non contende,
resta nel posto che gli uomini disdegnano.
Per questo è quasi simile al Tao.
Nel ristare si adatta al terreno,

nel volere s’adatta all’abisso,
nel donare s’adatta alla carità,
nel dire s’adatta alla sincerità,
nel correggere s’adatta all’ordine,
nel servire s’adatta alla capacità,
nel muoversi s’adatta alle stagioni.
Proprio perché non contende
non viene trovata in colpa.

Lao Tzu, Tao Te Ching

Il Taiji Quan nasce come pratica di arti marziali, in Cina.

La leggenda narra che un monaco taoista Zhang San Feng, che studiava arti marziali da tempo nella famosissima regione dello Shaolin, un giorno si perse ad osservare una gru e un serpente che combattevano in una radura. Folgorato dalla potenza del serpente, dal movimento sinuoso e spiraliforme del suo corpo, dalla grazia e della velocità della gru e dal loro continuo intrecciarsi armonico, venne sorpreso dall’idea di un’unica arte in cui combinare le particolarità più proprie, potenti ed aggraziate dei singoli animali.

Più probabilmente però il Taiji si evolse come sistema di studio dal pugilato classico. La traduzione di Taiji Quan, starebbe all’incirca, per boxe della polarità suprema, o degli opposti e complementari “yinyang”. Difficile da racchiudere in un motto, l’idea filosofica che si trova alle spalle di questo percorso di approfondimento si basa su quella antica del continuo scorrimento ed equilibrio di forze opposte e contemporaneamente compenetranti che nel reciproco rincorrersi, fanno scaturire le “diecimila cose”, cioè il mondo, con tutti i suoi abitanti, le sue forze e ogni attività che vi è inscritta. La boxe del Taiji prende le mosse da questa considerazione per costruire un‘arte marziale in cui le qualità che vengono coltivate con cura non sono quelle dello sforzo e del continuo superamento dei propri limiti, ma quelle di equilibrio tra le forze, dell’ascolto e del cedere, cercando di adattarsi ad ogni nuova situazione, mantenendo però forte e vigorosa la propria presenza e la propria centratura, anche in condizioni di difficoltà. La prima regola da applicarsi infatti è quella del cedere, di non contrapporre mai una forza ad un’altra forza, imparando, come l’acqua, a sfruttare ogni più piccolo spazio per infiltrarsi ed espandersi, seguendo il vuoto che inevitabilmente le si presenta.

Nella pratica dell’allenamento si passa dallo studio di posture, di semplici esercizi di respirazione, allungamento e concentrazione (qi gong) con o scopo di affinare le proprie percezioni, prendere coscienza dello spazio che ci circonda, del movimento che si genera all’interno del nostro corpo e dello spazio che veniamo ad occupare.
A ciò si affianca lo studio della ‘forma’, sequenza piuttosto raffinata di movimenti a sfondo marziale, di solito praticata lentamente, per avere il tempo di comprendere con precisione tutte le varie possibilità di connessione del corpo, di applicabilità e di trasmissione della forza.
Per terminare si praticano esercizi di contatto a coppie (toui shou); di attivazione interna (yi quan); di emissione della voce che ne completano l’efficacia dando sempre nuovi elementi da integrare.
Nella pratica deve trovare spazio sia il lavoro ‘a solo’ , composto da ripetizione e affinamento di tecniche e di meditazione, sia quello a coppie o in gruppo, dove ciascuno possa provare e correggere con l’aiuto di tutti ciò che nel frattempo si sta interiorizzando.
Non ci sono limiti di età alla pratica del Taiji, poiché viene studiato nel rispetto delle abilità e delle possibilità di chi vi si avvicina, cercando di non forzare mai eventuali tensioni già presenti, ma di rendere il corpo più duttile e più fluido.

Per riempire il bicchiere, bisogna prima svuotarlo.

Ecco qualche collegamento in cui potrete prendere ulteriori informazioni:

La pratica, i programmi e la tipologia di insegnamento.

Taoismo, un’introduzione generale.

Zhang San Feng, le mitiche origini.

Arti marziali cinesi, qualche accenno.

E infine il testo più importante del taoismo, su questo sito, liberamente leggibile e scaricabile, di Lao Tzu: “Tao te ching”, o libro della virtù, citato all’inizio. È possibile scaricarlo in fondo alla pagina in formato txt o leggerlo direttamente in formato html.

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