Realtà incerte – cronaca di una scoperta

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Il racconto è semplice.
Immaginate:
Siete fermi a fumarvi una sigaretta nel buio, ad un tratto di fronte a voi appare una lastra gialla, metallizzata.
Buttate per terra la sigaretta dalla curiosità, mezza morta, ancora fumante.
Lo sfondo è nero. Tutto attorno a voi è nero, completamente nero, senza punti di riferimento.

A questo punto vi viene spontanea una domanda:

“E se fosse una scatola?”

Dovete rispondere assolutamente. È come quando scappa forte la pipì e, se non la si fa, si scoppia. Allora tentate di guardare la lastra di lato. Inutile, anche girandoci attorno riuscite a vederla solo ed esclusivamente di fronte. A questo punto, la domanda assilla.

Come fate a rispondere?

Semplice quanto efficace.

Prendete una palla arancione, che casualmente avevate al vostro fianco, e la lanciate aldilà della lastra gialla metallizzata.

Bene.

Non l’avete vista uscire lateralmente, ma potrebbe essere rotolata dietro la lastra frontale, che vi copre la visuale.

Questo significa che ci sono delle pareti laterali.
Questo significa che è aperta sul lato superiore.
Questo significa che ha un fondo.
Questo non significa che non possa avere un quarto lato opposto a quello che state guardando.

A questo punto vi viene spontanea una domanda:

“E se avesse un quarto lato opposto a quello che vedo?”

Dovete assolutamente rispondere. Ma come fate?

Semplice quanto efficace.

Prendete una bottiglia piena, che casualmente avevate al vostro fianco, e la lanciate aldilà della lastra gialla metallizzata.

Bene.

Sentite che si rompe ma non vedete uscire né liquido né vetri da nessuna parte.

Questo significa che ha un fondo senza fori.
Questo significa che ha almeno un quarto lato opposto a quello che vedete.
Questo non significa che conosciate la sua forma.
Questo non significa che conosciate la sua grandezza..

A questo punto vi viene spontanea una domanda:

“E che forma ha questa scatola? Quanto è grande?”

Dovete assolutamente rispondere. Ma come fate?

Semplice quanto efficace.

Prendete un po’di pensiero, che casualmente avevate nella vostra testa e lo lanciate aldilà della lastra gialla metallizzata.

Bene.

Il pensiero si infrange e inizia ad occupare ogni angolo disponibile nella scatola. Le prime ad invadere il vuoto sono le varie proporzioni matematiche, che danno una vaga ed improbabile forma al loro contenitore. Le seconde ad invaderlo sono le varie filosofie, che danno una vaga ed improbabile idea della vastità del loro contenitore. I terzi ad invaderla sono i sentimenti e le passioni che danno una vaga e improbabile sensazione dell’immensità del loro contenitore e di tutto quello che vi si trova dentro.

Questo significa che a scivolare dolcemente, come condensa lungo i vetri in primavera, lungo ogni più piccolo anfratto della scatola gialla, nel suo vuoto rimasto inviolato, rimarranno soltanto i vostri dubbi e, cosa molto più importante, delle circonvoluzioni grigie, da sigaretta, dimenticata mezza accesa sul pavimento.

[Pubblicato du Yaduende]

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