Le matematiche del Tao, Tito M. Tonietti

9788854807068Mentre ci parla del teorema di Pitagora, della sua evoluzione e del suo equivalente cinese, la figura della corda (qui, corda.pdf), venuti alla luce all’incirca nello stesso arco temporale tanto in Grecia quanto in Cina, oppure ancora all’uso del tangram per le dimostrazioni geometriche, ci troviamo a fare un  fantastico viaggio filosofico nello sviluppo culturale e politico cinese ed europeo lungo più di due millenni.

In questo libro ci sono molte cose di cui far tesoro, in primis l’impostazione del confronto epistemologico, poi la ricchezza delle fonti e infine le considerazioni più strettamente storiche e culturali che riguardano le matematiche e il loro mutamento di ruolo, sia scientifico che sociale, nei più generali meccanismi di potere che le due società hanno sviluppato nei secoli.

In questo contesto vorrei riportare però solo una traduzione contenuta nel libro (p. 238), in un momento in cui si parla della generazione dei numeri e della loro natura, di un verso del Daodejing, che straordinariamente si accorda con al pratica del taiji quan che conosco e che ne illumina con chiarezza il metodo, come nessun’altra traduzione precedente aveva saputo fare:

“La via, la via adatta non [è] immutabile; la descrizione, la descrizione adatta non [è] la descrizione immutabile. Indescrivibile [è] l’inizio del cielo e della terra; descrivibile la madre delle 10000 cose”

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