Morte di Danton #1: un Robespierre un po’ shakespeariano

danton1[Robespierre, solo] Non so che cosa c’è in me che mente a un altro me. La notte russa sulla terra e si voltola dentro un sogno disordinato. Pensieri, desideri, appena intuiti, sconnessi e informi, che si erano rintanati atterriti dall luce del giorno, adesso ricevono forma e veste e scivolano nella casa silenziosa del sogno. Aprono le porte, guardano dalle finestre, mettono più o meno carne, le membra si tendono nel sonno, le labbra mormorano.  – E non è la nostra veglia un sogno un po’ più chiaro? Forse che non siamo di fatto nient’altro che sonnambuli? e il nostro agire non è come quello del sogno, solo più comprensibile, più nitido, più organizzato? Chi ci vorrà rimproverare per questo?  In un’ora lo spirito compie un tal numero di atti di pensiero che il pigro organismo del nostro corpo per mettersi alla pari avrebbe bisogno di anni. Il peccato è nel pensiero. Se il pensiero si muta in atto, se il corpo ne da esecuzine, è per puro caso.

Georg Buchner, Morte di Danton 2016 Einaudi

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