Yoshimoto su educazione, solitudine e felicità

Loro vivevano nella felicità. Erano state educate, forse da genitori affettuosi, a non oltrepassare i limiti di quella felicità, a qualunque cosa si applicassero. Cosí non conoscevano veramente la gioia. Non si può scegliere fra queste forme di vita. Ogniuno vive solo come sa. Felicità é anche non accorgersi che in realtà si é soli. Non é mica una cosa da disprezzare. Si mettono il grembiule, ridono giulive, imparano a cucinare, si innamorano mettendocela tutta, magari anche con qualche lacrima e ansia, e infine si sposano. Una vita cosí non mi dispiacerebbe. È facile, é bella, io invece, quando sono stanca di tuttto, quando ho i brufoli, quando di notte avverto la solitudine e telefono agli amici e nessuno risponde, odio la mia nascita, la mia educazione, la mia stessa vita. Sono scontenta di tutto.

Kitchen, Banana Yoshimoto, Feltrinelli, p. 57

<- D.H.Salinger sull’amare

Solo chi ha destino rovina ->

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