Storia notturna, archetipi e rappresentazioni corporee di grado zero, Carlo Ginzburg

[…] La nozione di archetipo viene riformulata in maniera radicale perché saldamente ancorata al corpo. Più precisamente, alla sua autorappresentazione. Si può ipotizzare che essa operi con uno schema, come un’istanza mediatrice di carattere formale in grado di rielaborare esperienze legate a caratteristiche fisiche della specie umana, traducendole in configurazioni simboliche potenzialmente universali. Impostando il problema in questi termini eviteremo l’errore in cui […] cadono abitualmente i cercatori di archetipi: quello di isolare simboli specifici più o meno diffusi scambiandoli per universali culturali. L’indagine che stiamo conducendo ha mostrato che l’elemento universale non è rappresentato dalle singole unità ma dalla serie, per definizione aperta, che la include. Più precisamente: non dalla concretezza del simbolo, ma dall’attività categoriale che […] rielabora in forma simbolica le esperienze concrete, corporee. Tra queste ultime bisogna includere anche, anzi sopratutto, l’esperienza corporea di grado zero: la morte.

Storia Notturna, Carlo Ginzburg, 1989 Einaudi storia, p.224

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Da c’iung-hu-cienn ching, l’opera di Lieh-tzu

Un corpo umano può ospitare un cuore d’animale, un corpo d’animale può contenere un cuore d’uomo. In entrambi i casi, se si giudica secondo le caratteristiche esteriori, si è indotti in errore.

Lieh-tzu, c’iung-hu-cienn ching, 1994 Luni, p.35