International Whorkshop Baguazhang – Taijiquan in Milano, Italy 2018

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Ecco il programma di massima:

SABATO 19 maggio 2018
Baguazhang: Studio di Lian Huan Zhang e You Shen Zhang

DOMENICA 20 maggio 2018
Taijiquan: Studio di forma e applicazioni

Ore 9.00 Registrazione dei partecipanti
Ore 10-13 / 15.30-18.30 Pratica.

La pratica sarà eseguita in gruppi di lavoro differenziati.

Stage riservato ai soli praticanti di Taijiquan e arti marziali, aperto ai Soci di Cheng Ming Europe, ASC, UISP.

Iscrizioni entro martedì 8 Maggio

Nei giorni successivi e sul luogo la quota di partecipazione sarà maggiorata

Per iscrizioni e informazioni

info@chengmingeurope.eu

LEZIONI SERALI SETTIMANALI

Per i soli iscritti Cheng Ming Europe / Movimento e Percezione sarà possibile partecipare a singole lezioni serali a tema.

Programma indicativo ore 20-22

Mer. 16 Maggio – Palestra Anpi – Viale Italia 123

Tui Shou – applicazione dei principi delle 8 porte – peng, lü, ji, an, lie, cai, zhou, kao (piedi nudi o calze)

Gio. 17 Maggio – Palestra Pascoli – Via Milano angolo Marx

Sciabola 1 Xingyi – Spada Taiji

Lun. 21 Maggio – Palestra Pascoli – Via Milano angolo Marx

Spada 2 Xingyi – Spada 1 Xingyi

Mar. 22 Maggio – Palestra Anpi – Viale Italia 123

Taijiquan – forma e applicazioni (piedi nudi o calze)

Informazioni ai diretti interessati:

info@chengmingeurope.eu

torinochengming@gmail.com

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Co-evoluzione tecnologica, il mancino zoppo, Serres

Esternalizzati dal corpo, gli artefatti vi ritornano e lo metamorfosano. L’invenzione tecnica ha effetti sull’innovazione umana, strumenti e macchine ominizzano. Questo processo va avanti da millenni, e, rottura dopo rottura accelera o rallenta. Diventiamo continuamente i nostri figli. […] Homo si somatizza e si collettivizza attraverso i propri artifici.

Il mancino zoppo, Serres, Bollati Boringhieri p.132

Al netto dei paroloni, coevolviamo con gli oggetti che creiamo e con la tecnologia che immettiamo nel mondo, essa ci plasma e si plasma sui nostri usi e a sua volta li determina, si e ci migliora. Da notare di sfuggita che qui tecnologia non vuol dire solo pc e realtà virtuale, vuol dire anche scrivere, mungere una mucca, ricavarne formaggio, accendere un fuoco, costruire una casa o una poesia, così come programmare in phyton o vestirsi. Anche se alcune di queste cose ora ci appaiono naturali, quando si sono create erano delle novità assolute, prima non esistevano, e solo allora nellla storia dell’universo è apparso un diverso modo di stare al mondo, con diverse relazioni e priorità.

Non sottovaluterei nemmeno le conseguienze di questa coabitazione nell’evoluzione biologica delle specie, nella convivenza si creano nichie, adatte a rafforzarne l’ecosistema, anche a scapito degli altri. Uomo più cane modifica il mondo più profondamente e lungamente di solo cane e solo uomo. Moltiplichiamo questo per uomini, batteri, cereali, cavalli e cacciaviti e smartphone, avremo così la nicchia umana, che solo-umana non è, è un intero ecosistema di relazioni fondamentali per la sopravvivenza di tutti i suoi componenti. Dove si trova il confine di questa comunità, tanto nel tempo di evoluzione quanto nella quantità di spazio rubato alle altre nichie, o alla coevoluzione tra loro, ancora non è dato sapere, né forse lo sarà mai.

Ma la loro storiografia sembra essere iniziata.

<- Altro Serres

Solo chi ha un destino rovina, Battiato spiegato da Calasso

 “Solo chi ha un destino rovina”

Da Niente è come sembra, in Il vuoto, Battiato, 2007

Grazie a Calasso che mi ha finalmente permesso di capire questo verso.

Gli eroi omerici non conoscevano una parola ingombrante come << responsabilità >>, e non l’avrebbero creduta. Per loro, è come se ogni delitto avvenisse in stato di infermità mentale. Ma quell’infermità significa qui presenza operante di un dio. Ciò che per noi è infermità per loro è << infatuazione divina >> (àté). Sapevano che quell’invadenza dell’invisibile pertava con sè, spesso, la rovina: tanto che, col tempo àté passo a significare << rovina >>. Ma sapevano anche, e Sofocle lo disse, che << nulla si avvicina di grandioso alla vita mortale senza l’atè>>.

Le nozza di Cadmo e Armonia, Roberto Calasso, 1988 Adelphi, p. 114

L’unico grande problema, come ci riguarda [parte 2]

<- Post precedente    [Dove Luca Mercalli ci intrattiene sulle questioni di cambiamento climatico. Qui ci interroghiamo, cosa può dirci la nostra pratica su questo tema?]

Taiji nel suo insieme mi è sempre apparsa come un’arte di sottrazione, sottrazione di movimenti inutili, di pensieri inutili, di distanze e di parole inutili, in breve di sottrazione del superfluo: in questo è esattamente un’educazione al risparmio, all’ottimizzazione e al cammino, pratico e concreto, verso l’essenzialità.

Non di un’essenzialità astratta e discussa all’infinito, ma di un’essenzialità che ci riguarda dalle viscere fino all’esplicazione di ogni gesto, alla selezione delle parole e dell’ascolto, fino alla pratica del silenzio, che, giusto per puntualizzare, non è non parlare – che ancora è azione – ma bensì essere silenzio nell’essenzialità dei nostri gesti e del loro significato tanto  inverbalizzabile quanto chiaro.

Cosa si può sottrarre a un gesto facendo sì che il gesto rimanga tale e che la sua armonia non venga meno?

Questa è domanda alla quale ogni buon praticante non solo non si sottrae ma incessantemente si pone, pulendo del superfluo ogni gesto, rendendolo vuoto, presente e contemporaneamente ferreo.

Fuori cotone, dentro metallo, muovere 100 kg con 1 gr, le allusioni a questo concetto nelle massime nell’arte abbondano.

A questo punto traiamo le conseguenze di questa pratica: come all’interno così all’esterno si diceva in alchimia, proiettando all’esterno questi principi avremo il collegamento che andavamo cercando sul senso generale della nostra pratica e del come il nostro comportamento potrebbe essere portato fuori dalla palestra, e dai nostri cuori, fino alla società e alle relazioni che naturalmente vi instauriamo.

Cosa si può sottrarre a una società facendo sì che rimanga civile e che la sua funzione di sotentamento collettivo non venga meno?

Innanzi tutto mostrando la possibilità di eliminare il superfluo rimanendo con l’essenziale, o avvicinandocene senza vergogna: ecco svelato una parte di ciò che comunemente caratterizziamo – o chiamiamo – presenza, mostrare in pubblico, senza troppi dibattimenti che ciò non solo è possibile, ma anche necessario e farlo senza sofferenza, senza rinuncie alla propria umanità, alla bellezza, anzi incrementandole evitando di compromettere ciò che troviamo necessario alla nostra felice esistenza.

Mentre nella pratica individuale questo problema si scioglie con l’ascolto, l’attenzione e talvolta nel confronto con gli altri praticanti, nelle questioni sociali la faccenda è complicata dal fatto che l’ssenzialità e la necessità sono frutto di un processo politico di decisione collettiva -oltre che storico e culturale – che le definisce e le differisce nel tempo a seconda di come le stesse comunità si orientano nei rapporti che intercorrono al loro interno.

Anche se con un inevitabile scarto linguistico e di studio, e quindi anche di appropriatezza delle conoscenze, si può impostare il problema, passando dalla sfera individuale a quella collettiva, di cosa sia essenziale cosa no, a cosa si possa rinuciare rimanendo ivili e umani? Si può non cedere alle lusinghe della forza, della potenza e per noi oggi del continuo accumulo? Che cosa può – e deve – essere lasciato cadere perchè improvvisamente si diviene consapevoli che impiccia anzichè sostenere, come un eccesso di forza in una serie di pugni che ci stanca prima del dovuto?

Eccoci: l’addestramento nell’Arte del Taiji aiuta a riconoscere l’eccesso e ad evitarlo, quando non addirittura ad usarlo a nostro vantaggio, nella sicurezza che togliere forza inutile ad un gesto contribuisce a migliorarne tutta la dinamica, così nella società possiamo riportare questo processo per eliminare o diminuire l’impatto ecessivo di comportamenti troppo costosi a livello energetico [ehi, sto parlando di petrolio e gas!] quando non sono necessari alla stessa sopravvivenza, snellire e rendere meno incontrollabili gli effetti indesiderati che inevitabilemnte graveranno sulla vita di tutti, di conseguenza anche sulla nostra; saper riconoscere quali di questi comportamenti costosi sono indispensabili, come le cure mediche, il cibo, delle case sufficientemente calde e delle relazioni piacevoli, per poter continuare a parlare di civiltà e debbano quindi essere scelti e sostenuti così nella sfera pubblica come in ogni scelta personale.

Ora la domanda è se siamo in grado di portare questa disciplina da dentro di noi a fuori di noi, trasformandola in etica, discussione o politica dei gesti quotidiani che ci permettano, in questo caso si radicalmente, di lasciar andare ciò che non c’entra con l’essenzialità del nostro cammino, sia personale che di comunità.

Ogni passo in questa direzione è un passo fatto insieme verso la soluzione di questo continuo insensato accumulo di scarti dell’inutile, contemporaneamente un avvicinamento alla nostra essenzialità e infine, ma non per importanza, un allenamento continuo della nostra presenza, sia dall’esterno verso l’interno che viceversa.

[Parte 3 -ovvero la coda – in arrivo]

L’unico grande problema da risolvere, la parola a Luca Mercalli [Parte 1]

Esiste e che cosa è il cambiamento climatico?

Ci dobbiamo preoccupare?

La parola a Luca Mercalli, presidente della Società Metereologica Italiana, al circolo dei lettori di Torino il 28/11/2017.

Guardatevelo tutto, da cima a fondo, al minuto 30:27 viene introdotto un grafico, parla di punto di non ritorno, cioè di quanto siamo nella merda, cioè di quanto dovrebbero risutare senza senso – per difetto –  le domande con cui ho aperto questo post.

 

[Sul mio pc ho notato che Firefox, per qualche ragione, forse a causa di un falso positivo sui filtri contro la pubblicità, non visualizza il player di youtube, nel caso in cui fosse così anche sul vostro, ecco qui il link. Buona visione]

Spesso mi chiedo come il taiji, e del resto la pratica filosofica, possano contribuire ad arricchire una costruzione di senso che permetta a tutti di approcciarsi a questo enorme problema, perfino difficile da immaginare, gettando le basi per una maggiore sensibilità affiancata a una più chiara e acuta comprensione che permettano di orientarci verso la consapevolezza del legame tra le nostre azioni, i nostri desideri e le loro conseguenze in termini ambientali e sociali, su una scala mai sperimentata prima, permettendoci di pianificare una via d’uscita comune.

Mi auguro che sempre un maggior numero di persone inizi a porsi questo tipo di domande, anche all’interno del proprio singolo campo di interesse, diversamente queste potrebbero essere le ultime domande che saremo in grado di farci. Poi saremo troppo occupati a trovare del cibo.

Proverei a sviluppare qualche considerazione, almeno parziale, nel prossimo post, mi auguro lunedì.

 

Ipotizzando una rivoluzione ironica

Il suggerimento di Tristan Tzara, poeta romeno francese. Nella primavera del 1916, mentre la guerra infuriava in Europa, Tzara lanciò dal Cabaret Voltaire di Zurigo il progetto dada: “Abolire l’arte, abolire la vita quotidiana, abolire la separazione tra l’arte e la vita quotidiana”. Pare che Lenin fosse li seduto da qualche parte, bevendo tè o forse vodka. Cosa sarebbe stata la storia del secolo se il poeta e il comunista fossero diventati amici, e avessero condiviso uno stile ironico? Forse l’ironia dada avrebbe agito come antidoto alla severità bolscevica.

Bifo, Magagnoli, su Linus n.612 Maggio 2016 p. 81

Le basi del Taiji Quan, incontro Sabato 11 Novembre presso Studio Bonzanigo11, Torino

Buongiorno a tutti,

anche quest’anno sono confermati gli incontri di approfondimento su le Basi del Taiji Quan, si tratta di un gruppo di sei seminari su argomenti diversi e distinti tra loro aperti sia agli studenti interni che non, dove approfondire ogni volta una tematica differente: QUI il piano generale dei corsi 2017/2018.

Quest’anno saremo ospiti dello Studio Bonzanigo11 in via Bonzanigo 11, Torino dalle ore 15 alle ore 18, le iscrizioni sono aperte, ma il numero di posti è limitato, pertanto la prenotazione è obbligatoria alla mail torinochengming[at]gmail.com

Ecco il canovaccio della lezione:

Sabato 11 Novembre

Taiji: Dalla non azione (wuwei) al movimento vuoto e pieno (yinyang)

  • Partendo dal peso a terra sviluppare dondolamenti e oscillazioni in diverse direzioni
  • Postura simmetrica: ricerca del centro attraverso piccoli sbilanciamenti
  • Il peso che si sposta, riempire e svuotare il corpo, esercizi singoli e a coppie
  • Riempiere e svuotare in alto e in basso: attenzione sul bacino
  • Sbilanciarsi: dalla postura alla camminata naturale

<- tematiche di approfondimento 2016/2017

Corsi Taiji Quan a Torino e presenza a Portici di Carta

Buongiorno a tutti,

sono confermati i corsi settimanali, presso il Centro Interculturale della Città di Torino, in Corso Taranto 160:

Da Lunedì 9 Ottobre dalle ore 18 alle ore 20 corso base e di mantenimento di  Taiji della Vera Sintesi, integrato con elementi di Qi Gong (Yang Sheng Gong), aperto a tutti, prima lezione gratuita, le iscrizioni rimarranno aperte tutto l’anno e il corso terminerà a giugno 2018; è previsto lo studio della prima metà del Taiji della Vera Sintesi, integrato con elementi di Qi Gong (Yang Sheng Gong).

Da Mercoledì 11 Ottobre dalle 18 alle 20 corso di  Taiji della Vera Sintesi, è previsto lo studio della forma completa, tuishou, basi di xingyi e di bagua, aperto a chi già pratica o su richiesta specifica, prima lezione gratuita con prenotazione obbligatoria; terminerà a giugno 2018.

Ricordiamo inoltre che saremo presenti a Portici di Carta a Torino sabato 7 e domenica 8 Ottobre con un gazebo informativo per rispondere alle vostre domande e per conoscerci di persona.

Buona pratica a tutti!

 

 

Lettera sul nuovo anno scolastico 2017/18, Taiji Quan, approfondimenti e Maestri a Torino

copertina_2016_2017_attivita_cicBuongiorno a tutti,

anche quest’anno con arrivo di settembre vi scrivo, con un po’ di anticipo rispetto all’inizio ufficiale dei corsi, per aggiornarvi sui progetti di questo nuovo anno, che vede consolidarsi le attività e aprirsi finalmente dei percorsi di studio con un respiro più ampio.

Innanzi tutto i corsi settimanali al centro interculturale, quest’anno vedremo le classi raddoppiate, infatti per quanto riguarda il Taiji della Sintesi tramite Cheng Ming Europe asd, avremo un corso base, di introduzione e pratica della prima parte della forma e di un po’ di esercizi di Yang Sheng (nutrimento della vita) e un corso avanzato, dove finalmente potremo studiare la forma nella sua totalità, inserire del tuishou e porre le basi per lo xingyi e per il bagua.

Inoltre continuano i seminari di approfondimento del sabato pomeriggio, calendario e temi verranno presto pubblicati (qui i seminari dello scorso anno) in maniera tale che si possano effettuare scelte rispetto alle tematiche che preferite.

paolo e wangQuest’anno avremo finalmente un seminario del Maestro Paolo Magagnato, caposcuola della Cheng Ming in Europa, allievo diretto del Maestro Wang. Con lui approfondiremo il taiji e ci dedicheremo alle basi del tui shou. Sono molto contento di avere qui il mio maestro, è molto tempo che desidero invitarlo a Torino, ma, per una ragione o per l’altra negli scorsi anni non siamo riusciti ad avere la giusta combinazione di date e impegni. Ora che finalmente ce l’abbiamo fatta non mancate!

Segnalo in ultimo che il giorno 7 e 8 Ottobre saremo presenti a portici di carta, grazie allo spazio organizzato dal Centro Interculturale tra piazza san carlo e piazza castello con un gazebo, dimostrazioni e lezioni gratuite, non solo della scuola Cheng Ming ma anche di tutte le altre associazioni coinvolte.logo_portici

 

In ogni avremo modo di incontrarci, chiacchierare e passare del tempo in compagnia.

Questo per iniziare, ma sono certo che strada facendo avremo nuove sorprese!

A presto e buon lavoro a tutti quanti!

Seminario Internazionale Cheng Ming Europe 20 e 21 Maggio 2017

Sono 15 anni quest’anno che i maestri Wang Fu Lai e Huang Su Chun vengono in Italia ad insegnare il metodo Cheng Ming: un’occasione da non perdere! Info qui

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