Quaderno del cammino

Cammino di San Francesco Rimini – La Verna

INDICE

Giorno 0, Rimini

Giorno 1, Rimini – Villa Verucchio

Giorno 2, Villa Verucchio – Palazzo Serre

Giorno 3, Palazzo Serre – Novafeltria

Giorno 4, Novafeltria – Sant’Agata Feltria

Giorno 5, Sant’Agata Feltria – Balze di Verghereto

Giorno 6, Balze di Verghereto – Sorgenti del Tevere – Montecoronaro

Giorno 7, Montecoronaro – La Verna

Giorno 8, La Verna

Epilogo

Note

 

25 Aprile 2019 – 4 Maggio 2019, Lorenzo Torriani e Sara Lovera

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Note al Cammino Rimini – La Verna

CAMMINO IN GENERALE

Il cammino si muove lungo tutta la sua prima parte su strade sterrate facilmente percorribili, salvo brutto tempo, in particolare nel passaggio fra San Leo e Maiolo, crinale argilloso che in caso di pioggia tende a trasformarsi un uno scivolo. Successivamente fino a La Verna, le tappe si fanno montane, tra strade bianche e sentieri ma ben segnati e facilmente percorribili. Si consiglia di portare acqua, non sempre vi è la possibilità di rifornirsi. L’ospitalità è stata indescrivibilmente ottima ovunque, tutti sono stati disponibili e hanno fatto il possibile per rendere il nostro soggiorno bello e piacevole, se proprio dovessi scegliere qualcosa di particolare da non perdere, vi consiglierei il Monastero delle Clarisse, Vespri e Mattutini, e un pranzo o una cena tanto a Palazzo Serre quanto qui a Balze di Verghereto.

Buon Cammino!

VIAGGIO STANDARD E MODIFICHE

Il percorso originario è stato studiato e preparato dall’ass. Umana Dimora di Rimini, in particolar modo trovate il percorso, i tempi di percorrenza e le mappe qui.

Il percorso originario prevede 5 tappe , qui opportunamente presentate e descritte.

Per diverse ragioni, sia di salute che di desiderio di un cammino lento e attento, noi abbiamo deciso di prolungare il viaggio suddividendo le tappe in maniera meno faticosa fino ad arrivare a 7gg. Fondamentale è stato l’apporto dell’associazione nella persona di Marco, che ha perfettamente compreso le nostre esigenze, ci ha aiutato a riscrivere una parte del percorso, stabilire le nuove tappe, allietato con saluti e consigli durante il cammino e permesso contatti con persone che poi ci avrebbero accolto.

MATERIALI E STRUMENTI

Tutti i testi, tranne dove diversamente specificato, sono di Lorenzo Torriani, rilasciati in cc – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

Tutte le fotografie sono state scattate con mobile Huawei p10 lite e, tranne dove diversamente specificato, sono di Lorenzo Torriani, rilasciate in cc – Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale

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<- Epilogo

Giorno 0 – Rimini ->

Epilogo

[5/6/7/8 Maggio 2019]

A volte un arrivo, una partenza e un ritorno coincidono con elegante simmetria, il tempo che li ha separati pare non essere mai esistito, dissolto in un’unica presenza sincrona.

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civiltà uno

Poi, i pensieri cominciano a riaccadere, sembrano roba d’altri, appaiono brancolando come fantasmi: navigano nella mente senza chiedere permesso, oltre ogni capacità di impedimento; assorbono forza, energia vitale ed intenti ipnotizzandoci in desideri, ragionamenti che fino a pochi passi prima non esistevano, non pensavamo, non desideravamo. Arrivano così, ondeggiando tra una parola e l’altra tanto da non poterli crederli miei, mi attraversano da fuori, come se vivessero una vita propria, ombre nella notte, mantelli a ricoprire fuochi fatui.

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civiltà due

La vita di casa è ancora qui, mi aspetta come un vestito aggiuntivo, io stesso l’ho disegnato, cucito e tagliato, ma senza riuscire a prendermi bene le misure – mi muovevo continuamente. Mi si adatta si, ma non del tutto: è un modello sempre vecchio, appena lo raggiungo e mi ci infilo sento ogni rattoppo bruciare, da ogni strappo entrare aria gelida. Nonostante questo mi copre, mi riscalda e mi rassicura, adattandosi nuovamente alla mia pelle, senza scampo.

Più passa il tempo, più il vestito si fa sformato, le sue falde creano increspature e vuoti intollerabili. O sarò io a trasformarmi fino a rassomigliargli, oppure sarà lui a logorarsi, fino a essere buttato.

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Stanotte ho sognato.

Camminiamo per questi castelli, cunicoli, parchi e selve, cercando uscite labirintiche, tra massi, poggi, fra una torre e l’altra, fra un giardino, un campo e un altro giardino. Passiamo tra lunghi corridoi di pietra, come se tutto fosse collegato – castelli, torri, alberi, foglie – e dormiamo in strane ma accoglienti stanze, torrette semicircolari, su letti di sasso, diramazioni naturali dei muri in pietra viva che proseguono al centro della stanza, levigati dall’acqua, comodi, affatto duri, di colori tenui, terre colorate rosa, gialle, mattone, contornate da semplici linee decorative.

Dormiamo la notte e la mattina ci svegliamo, continuando a camminare.

Continuiamo per – non ricordo – uno o tre giorni questo pellegrinare, fino a trovare degli amici, rendendoci conto solo in quel momento di aver compiuto un periplo, di aver chiuso un cerchio tra i castelli e le torri che abbiamo toccato.

L’ultimo luogo è un enorme cortile tra lontani muri, un arrivo dove arriviamo tutti, come corridori. In fondo un palco dove premiano gli appunti migliori del proprio viaggio, a cui sono stato invitato, senza che questo mi gioisca.

Ho delle remore a lasciare quello che sto scrivendo- sarà, forse non ho fiducia – osservo il palco, mentre le persone si diradano raggiungendolo – non so più che fine abbia fatto ciò che ho scritto – scorgo un sentiero alla mia sinistra, va nella boscaglia, mi giro e a gran passi, lo prendo.

Nel dormiveglia si incidono delle parole nella mente, le lavo, le modello e le limo, per poterle ricordare, o scrivere al mio risveglio.

Al momento ancora non hanno trovato la strada per uscire.

Evidentemente non mi sono ancora svegliato.

<¬ Giorno 8, La Verna

Giorno 2, Villa Verucchio – Palazzo Serre

[27 Aprile 2019]

Lasciandosi alle spalle il mare si sale su colline verdi, dove nascono spontanee calle e fiori di ogni colore, all’aspetto bucoliche: si mette un piede davanti all’altro – l’uno spirito l’altro materia – si raggiunge quello scivolare instabile e continuo che chiamiamo camminare, l’oscillare istintivo e naturale che da forza e ritmo ai nostri desideri e ai nostri obbiettivi, e, in un un’unica oscillazione lunga 7 ore, siamo a Palazzo Serre, sammarinesi pietre angolari vecchie di 1000 anni a sorreggere pietre di fiume che reggono travi e tetto sopra la nostra testa e, fra una raffica di vento e l’altra, ceniamo in Santa Pace.

Saluti dal mare

Bucolico sentiero

Bucolico due

San Leo e Maiolo

<- Giorno 1, Rimini – Villa Verucchio

Giorno 3, Palazzo Serre – Novafeltria ->

Giorno 1, Rimini – Villa Verucchio

Quando si attraversa Rimini e ci si trova a zigzagare fra conventi e proprietà private in collina – ma private di cosa? Per ora, son certo, private del nostro passaggio – attorno a Rimini, per giungere in un territorio comune, come un letto di fiume, il Marecchia, deantropizzato e libero, allora si può finalmente godere dritti in piedi, nel fondovalle, di continue sferzate di vento, lungo tutto il corpo, senza riparo, fino al paese, e poi ancora, 8 ore dopo il mare, ci si può trovare seduti a lambire il silenzio tra mattoni curvati di un chiostro, all’ombra di frate cipresso, che ci aspetta li da quasi 800 anni.

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Rimini da lontano ci guarda, tra terreni privati della nostra presenza
Sferzate
Storia di vita e di ombra
Frate Cipresso
Tramonto luminoso

<- Giorno 0, Rimini

Giorno 2, Villa Verucchio – Palazzo Serre ->