Dal seminario con Paolo Magagnato, Torino 13 gennaio 2019 | taiji | neijia | tuishou |

Vi ringrazio tutti, uno per uno!

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Portici di Carta, Grazie a tutti!

Grazie a tutti per i bei due giorni a Portici di Carta! grazie al Centro Interculturale, a Giovanni, Alice e tutti gli altri che hanno organizzato, lavorato e resistito per due giorni a tutti noi;  agli allievi , in particolare a Marisa che è il pilastro di tutta la faccenda, Cristina a cui dobbiamo tutti i disegni (da colorare!), a Liesbeth per la pazienza e il poco cinese che abbiamo potuto scrivere, a Marco per il gentil eloquio e a Sara per essersi sorbita me per ben due giorni di fila!

Alberto e Roberta per l’unione yogica degli stand, ma sopratutto, per le caramelle!

Non dimentichiamo tutti voi che siete passati, con cui abbiamo chiacchierato, fatto pratica e scambiato opinioni e esperienze, con chi può, ci vediamo a lezione stasera alle 18, Centro interculturale!

Grazie e a presto!

Lorenzo

Per l’anno sportivo 2018/2019 a Torino e non solo

Buongiorno a tutti,

spero abbiate passato una buona estate e l’arrivo dell’autunno vi sia favorevole.
Come gli scorsi anno piano piano riprenderanno le lezioni settimanali al Centro Interculturale, c.so Taranto 160 [To], i cicli di seminari, tra cui quest’anno si prevede, ancora in data da destinarsi, un incontro con il Maestro Paolo Magagnato, caposcuola della Cheng Ming Europe, l’incontro dedicato prevalentemente al Taiji Quan.
Ricordo che a Sesto San Giovanni (Mi) con cadenza circa mensile si tengono i seminari di approfondimento con il Maestro Magagnato e in Maggio l‘incontro internazionale con i Maestri Wang Fu Lai e Wang Su Chun.
La prima lezione di apertura al Centro Interculturale si terrà lunedì 8 Ottobre, ore 18-20, corso base, e da mercoledì 10 Ottobre, ore 18-20, corso avanzato.
In entrambi i corsi proseguiremo e perfezioneremo lo studio della forma di Taiji della Sintesi dedicando il lunedì, alle prime 3 sezioni, all’allungamento, al rilassamento e al recupero psicofisico, mentre nel corso del mercoledì proseguiremo la sequenza fino a terminarla (99 figure) inserendo elementi di xingyi, bagua e tuishou.
Oltre al tradizionale percorso della Cheng Ming quest’anno ci saranno momenti per praticare assieme meditazione da seduti e sul suono. Durante l’anno ci organizzeremo, chi vuole essere informato mi faccia sapere, anche via mail.
Ultimo ma non per ultimo, saremo a Portici di Carta in via Roma nel fine settimana del 6 e 7 Ottobre: venite a trovarmi per un saluto e quattro chiacchiere, vi aspetto!
Vi ringrazio per l’attenzione e vi abbraccio.
A presto
Lorenzo

Buon ritorno

sdrPost pellegrinaggi, post taiji, post bagua, i piedi si preparano al nuovo autunno,

a nuovi pellegrinaggi, a nuovo taiji, a nuovo bagua, a un nuovo cammino.

Così come una volta seduti ci si rialza, dopo la vendemmia si ricomincia.

A presto con i programmi, le proposte e le intenzioni per proseguire, approfondire o inziare a praticare da settembre in poi.

Un abbraccio a tutti e a tutte!

Note a Il celestiale Bidendum, De Crecy

La storia si perde. Troppe direzioni. Si perde anche il non senso. Il tentativo di ricorsività non regge.

Disegni eccezionali.

Edizione curata, ma formato troppo piccolo. Non si legge, si perdono i dettagli del disegno. Io che sono cecato ho fatto fatica fisica a leggere i baloon fino in fondo. Insopportabile. Dove è necessario fate un’edizione dal formato più ampio, e meno economico. Diversamente fate di un’opera degna una fatica mostruosa.

In ogni caso, il mondo è fondato sulla merda di cane.

[note a Nicolas De Crécy, Il celestiale bibendum, 2015, Eris ed.]

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Ora che avete letto queste righe inconcludenti, vi lascio a due commenti seri e interessanti su De Crecy, da Fumettologica:

Marco Apostoli, “Diario di un fantasma” di De Crécy: il viaggio come autoanalisi artistica”

Boris Battaglia, La vastità del resto. Il Celestiale Bibendum di Nicolas De Crécy”

 

 

Il Mancino Zoppo, Serres

Che ci dice qualcosa a proposito dell’attenzione, durante taiji, meditazione o partita a golf che sia, parlando d’altro. E di come le idee siano ombre fuggevoli, ma indispensabili per portarci altrove.

Perchè tutti, svolgendo un qualche esercizio, hanno potuto comprendere che l’attenzione rivolta al corpo propriocettivo all’improvviso svanisce, si nasconde, si rivela e scompare, ed è così difficile da riconquistare, così fragile, fugace, leggera, che sembra accedere solo a fuggenti e volatili appercezioni. Dunque, che cosa chiamiamo idea se non una forma leggera, fugace, se non l’involucro quasi translucido di una pesante massa di cose, a volte concrete quanto il corpo? Simulacro per quanto riguarda la percezione, simulacro anche per quanto riguarda la concezione.

[Michel Serres, Il mancino zoppo, dal metodo non nasce niente, p.108, Bollati Boringhieri, 2016]

<- Ginzburg, il punto zero corporeo                                                                       Altro Serres ->

TAIJI WRITINGS FROM THE SHANGHAI YMCA [1929] di Brennan Translation

Per il primo giorno del 2018 una traduzione dal blog Brennan Translation, al momento solo in inglese, una lettura accompagnata ai dovuti auguri di piene forze per poter affrontare un altro nuovo anno.

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– 青年會太極拳班週年特刋 THE YMCA TAIJI BOXING CLUB’S ANNIVERSARY BOOK 民國十八年十二月 上海靑年會太極拳班贈 A Present from the Shanghai YMCA Taiji Boxing Club, Dec, 1929 [translation by Paul Brennan, Xmas, 2017] – 青年會太極拳班週年特刋 The YMCA Taiji Boxing Club’s Anniversary Book 姜乾題 – calligraphy by Jiang Qian – 目錄 CONTENTS 中華民國卿雲國歌 Republic of China National Anthem – “Auspicious Clouds” 程厚坤先生書贈聯句 […]

via TAIJI WRITINGS FROM THE SHANGHAI YMCA — Brennan Translation

Solo chi ha un destino rovina, Battiato spiegato da Calasso

 “Solo chi ha un destino rovina”

Da Niente è come sembra, in Il vuoto, Battiato, 2007

Grazie a Calasso che mi ha finalmente permesso di capire questo verso.

Gli eroi omerici non conoscevano una parola ingombrante come << responsabilità >>, e non l’avrebbero creduta. Per loro, è come se ogni delitto avvenisse in stato di infermità mentale. Ma quell’infermità significa qui presenza operante di un dio. Ciò che per noi è infermità per loro è << infatuazione divina >> (àté). Sapevano che quell’invadenza dell’invisibile pertava con sè, spesso, la rovina: tanto che, col tempo àté passo a significare << rovina >>. Ma sapevano anche, e Sofocle lo disse, che << nulla si avvicina di grandioso alla vita mortale senza l’atè>>.

Le nozza di Cadmo e Armonia, Roberto Calasso, 1988 Adelphi, p. 114